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Caso Gregoretti Conte scagiona Salvini

Dopo la testimonianza di Giuseppe Conte emerge chiaramente la posizione costante del Governo: prima i ricollocamenti, poi lo sbarco. Questa è la chiave per scagionare Salvini.

Caso gregoretti conte

La deposizione di Giuseppe Conte sul Caso Gregoretti

Giuseppe Conte ha testimoniato sul caso Gregoretti per circa due ore e mezza a Palazzo Chigi. Il Giudice Nunzio Sarpietro si è detto particolarmente soddisfatto per le indicazioni emerse nel corso della testimonianza.

Questo è quanto ha dichiarato Sarpietro al termine dell’interrogatorio:

Sulla ricollocazione dei migranti c’era una politica generale di governo. La coralità delle decisioni atteneva alla metodologia generale, poi i singoli eventi erano curati dai singoli ministri. Il ministro Salvini prima e la ministra Lamorgese dopo. Tra Viminale e Palazzo Chigi non c’è una collaborazione, c’è un indirizzo politico.

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Nella politica generale del governo, quella della ricollocazione era una costante. Il presidente del Consiglio credo sia informato di mille cose, ma non può seguire tutto minuto per minuto. Nelle carte ci sono delle lettere in cui si parla di lavoro di squadra, a livello nazionale, internazionale ed europeo.

Appare evidente che di fronte ad una azione di governo condivisa, né i singoli ministri, né tantomeno il Presidente del Consiglio, possano disconoscerla. Tanto più che la medesima linea politica è quella che il Governo Conte bis ha continuato a mantenere con l’attuale Ministro Lamorgese.

Un processo politico contro Salvini

In un Paese normale – per usare l’incipit tanto caro agli esponenti di sinistra – nessuno avrebbe mai celebrato un processo come questo. Lo abbiamo detto mille volte: è un processo politico che mira a contrastare un avversario politico, su un tema politico. Anche il dibattito sul caso Gregoretti testimonia come il codice penale non c’entra nulla con questo processo.

Tra l’altro, le dichiarazioni di Luca Palamara sulla genesi di queste inchieste sono talmente significative che, “in un Paese normale”, molta gente sarebbe già in galera per l’uso politicizzato che si è fatto del Potere Giudiziario.

Perché di questo si tratta, dell’uso politicizzato del Potere Giudiziario. Altrimenti non sarebbe giustificabile la diversità di trattamento di casi analoghi tra loro.

Sul caso Diciotti dell’estate del 2018 il Parlamento ha negato l’autorizzazione a procedere. Un anno dopo, nel caso Gregoretti PD e M5S danno il via libera all’autorizzazione. Sul caso Ocean Viking con Luciana Lamorgese al Viminale e i migranti ugualmente costretti ad attendere più di una settimana a bordo, la procura non ha aperto nessuna inchiesta.

Qual’è la differenza tra queste situazioni? Solo la situazione politica. Al tempo della Diciotti Salvini e la Lega sostenevano Conte, mentre erano all’opposizione al tempo dell’indagine sul caso Gregoretti. Il caso Ocean Viking era irrilevante, perché l’autore del presunto sequestro non era un avversario politico.

Fu veramente sequestro di persona?

Sulla sussistenza del reato contestato a Salvini è stata chiarissima la Procura di Catania, quando il 20 settembre 2019 aveva chiesto al Tribunale dei Ministri di “disporre l’archiviazione del procedimento iscritto nei confronti del Ministro dell’Interno Matteo Salvini per infondatezza della notizia di reato”.

Inoltre, a prescindere da ogni ulteriore considerazione, vi faccio una domanda: un clandestino che approda sulle nostre coste, senza documenti e senza autorizzazione all’ingresso sul territorio Italiano, è libero di andare ovunque? Evidentemente no.

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