Brevissime

Discorso Giuseppe Conte oggi: noioso e piatto

Un'ora di parole vuote.

Oggi un’ora di parole per un discorso vuoto.

Giuseppe Conte ha impiegato quasi un’ora per terminare il suo discorso che, nonostante il momento sia storico, non passerà di certo alla storia. Un soliloquio privo di contenuti, senza alcuno slancio emozionale, piatto.

Delle sue parole resteranno, oltre ai numerosi revirement, anche i messaggi lanciati ai responsabili che ancora sono indecisi sul da farsi. Un ultimo disperato tentativo di acquistare consensi per continuare a sedere sul suo scranno. Promesse e prebende fatte nello stesso discorso in cui Conte ha invitato ad una Politica più alta.

Ci sono altri passaggi assolutamente gravi che mi hanno colpito.

Articoli correlati

L’attacco alle regioni ed al Titolo V della Costituzione nel discorso di oggi.

La riforma del Titolo V è stata voluta dal centrosinistra “con l’obiettivo di togliere voti alla Lega”. A dirlo è stato Gianni Cuperlo che aggiunge come l’obiettivo non è stato centrato. Oggi, infatti, la maggior parte delle regioni che erano in mano al centrosinistra, sono passate al centrodestra.

Questa autonomia oggi infastidisce molti e, tra questi, c’è anche Conte che in più occasioni ha addossato la responsabilità delle mancanze nella gestione dell’emergenza pandemica alle regioni. In realtà queste mancanze sono ascrivibili al suo esecutivo o ai ritardi del commissario Arcuri.

Nel discorso di oggi, Giuseppe Conte ha chiarito che la modifica dell’autonomia regionale è una priorità del suo governo.

La riforma della legge elettorale in senso proporzionale tra le priorità di Conte

Il sistema elettorale proporzionale è stato la fonte dell’instabilità politica del nostro Paese fino al 1994, quando venne introdotto il maggioritario. Nel corso del tempo la sinistra si è accorta che un sistema maggioritario favorisce il centrodestra, specialmente in questa fase storica in cui la sinistra italiana è in gravissima difficoltà.

Tra le priorità di Conte ora, quindi, c’è la necessità di tornare ad un sistema proporzionale che garantisce accordi successivi alle elezioni, maggioranze eterogenee e provoca instabilità e mercimonio di favori.

Con il sistema proporzionale Conte può anche tranquillizzare quei micropartiti che possono così conservare la loro autonomia e continuare a fungere da ago della bilancia.

Poco importa se l’Italia torna indietro di 30 anni.

Le relazioni con la Cina.

Conte ha dato grande enfasi al rapporto con la Cina, dimenticando che la Repubblica Popolare Cinese è una dittatura comunista, nella quale vengono sistematicamente violati i diritti umani. In questo senso non si può non evidenziare come l’Italia abbia completamente appiattito la propria politica estera sulle posizioni franco-tedesche.

Back to top button