Brevissime

Litigano per le poltrone e l’Italia va a rotoli

conte renzi di maio

Facciamo chiarezza su un punto: qualunque cosa venga fuori dalla trattativa di queste ore sulla crisi di governo, non avremo nulla di diverso da quello che abbiamo visto sino ad oggi. Il tavolo voluto dal Presidente Mattarella con il maître di lusso Roberto Fico è più un disperato tentativo di pacificare un branco di sciacalli che una soluzione ai problemi del Paese. Neanche la copertura della propaganda di regime riesce a nascondere gli appetiti delle varie forze politiche. Proclami roboanti su tutto, ma nel segreto delle retrovie si punta ai soldi del Recovery Fund e alle poltrone.

Oggi il tema dell’incontro è la riforma della Giustizia. Io mi domando se ci hanno preso per scemi. Come può essere credibile chi dice di voler riformare la Giustizia oggi con una maggioranza che ha posizioni antitetiche, ma soprattutto con un branco di incapaci che nulla hanno fatto in questi anni per sveltire i processi e per ridare credibilità alla nostra Magistratura?

Comunque, mentre loro discutono, l’ISTAT ci riporta tutti con i piedi per terra. Nonostante il blocco dei licenziamenti, nel mese di dicembre 2020 sono stati persi 100.000 posti di lavoro. Il 99% di questi nuovi disoccupati sono donne. Mi dite come possiamo dare credito ad un Governo che dice di voler difendere l’occupazione femminile e la parità di genere e poi consente uno scempio come questo?

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Direte voi che in ogni caso dobbiamo evitare le elezioni perché c’è una pandemia da gestire. E io vi dico che proprio per questo dobbiamo cacciarli dal parlamento e ridare voce agli Italiani. Le carenze più gravi questo Governo le ha mostrate proprio sul versante sanitario della gestione della pandemia. Tralasciando la questione del piano pandemico e dei ritardi accumulati nella fornitura dei dispositivi di protezione individuale (mascherine ecc), dimenticandoci per un attimo delle carenze nell’implementazione delle terapie intensive, resta il nodo dei vaccini.

Il piano vaccinale di Arcuri, tra l’altro in odore di ministero, non ci porterà mai fuori da questa epidemia e, a conti fatti, serviranno 7 anni per vaccinare tutta la popolazione. Da primi della classe a ultimi in poche ore in Europa.

Le chiacchiere non risolvono i problemi. Hanno perso tempo con gli stati generali, poi con il piano Colao e non sono riusciti a concludere nulla.

Insomma, mentre noi andiamo sempre più a fondo, questi cialtroni parlano ancora del programma, come se non fosse chiaro cosa deve essere fatto per invertire questo disastro: devono andarsene a casa! Prima lo fanno e meglio è.

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