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Luigi Vitali lascia Forza Italia. Anzi No.

Per rimanere in sella al M5S vanno bene anche i voti del padre della depenalizzazione del falso in bilancio. Luigi Vitali è il senatore che ha tradito Berlusconi e Forza Italia per appoggiare un Governo Conte Ter. Ieri ha ufficializzato il suo appoggio al prossimo governo presieduto da Giuseppi

Luigi Vitali lascia Forza Italia.
AGGIORNAMENTONella notte Vitali ci ripensa. Niente più appoggio a Conte, resta nello schieramento di centrodestra. Decisivi i contatti con Berlusconi e Salvini che avrebbero tranquillizzato il senatore su larghe intese, giustizia e fisco. Prendiamo per buona la sua folgorazione sulla via di Damasco, di certo non ha fatto una bella figura.

Luigi Vitali, senatore pugliese di Forza Italia lascia il partito di Berlusconi e va a rinforzare le esangui fila della pattuglia dei responsabili. Sale a tre quindi il numero di ex forzisti che hanno ceduto al richiamo della poltrona e hanno deciso di tradire. Negli ultimi tempi Vitali si era avvicinato al movimento di Toti, ma è lo stesso Toti a smentire che Vitali faccia parte del suo gruppo.

E’ vero, in politica il tradimento non esiste, ma non esiste perché mantenere fede agli impegni presi con i propri elettori sarebbe troppo difficile. Quindi si trovano scuse di ogni genere per dire che il salto della quaglia sarebbe un corollario dell’assenza del vincolo di mandato. In realtà non è così, perché la propria storia personale non può essere rinnegata con un colpo di spugna e Luigi Vitali ha una storia che rende la sua scelta ancor più ripugnante.

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Chi è Luigi Vitali?

Luigi Vitali è un avvocato pugliese, figlio di un appuntato dei Carabinieri, con una lunga carriera politica. Inizia nel 1980 come semplice consigliere comunale e militante del Movimento Sociale Italiano. Entra in Parlamento nel 1996 con Forza Italia fino al 2013, quando non viene ricandidato. Torna in Parlamento nel 2018 e oggi decide di tradire Berlusconi e tutto il centrodestra.

Il tentativo di entrare nel CSM come membro laico

Nel 2014 FI lo propone come suo rappresentante in seno al Consiglio Superiore della Magistratura, ma la candidatura non riscuote i necessari consensi. L’attività politica e le vicende giudiziarie che hanno riguardato Vitali lo rendono impresentabile, tanto che dopo alcuni tentativi, Forza Italia ritira la sua candidatura.

Le leggi ad personam e i condoni

Tra le accuse che vengono rivolte più spesso a Luigi Vitali c’è quella più indigesta per la sinistra, perché il senatore ex forzista firmo gli emendamenti attraverso i quali venne sostanzialmente depenalizzato il falso in bilancio. Questa riforma è per antonomasia la madre di tutte le leggi ad personam, ma oggi per rimanere sulla poltrona, PD e M5S accettano tutto, anche il loro più acerrimo nemico.

Il curriculum parlamentare di Vitali lo vede impegnato (molto) anche sul fronte dei condoni dei quali lascia ampia testimonianza: è stato autore di quattro proposte di legge di Forza Italia per introdurre il condono fiscale “tombale”, il condono edilizio, il condono previdenziale e quello per le sanzioni amministrative del codice della strada.

L’indagine sulla P4

Luigi Vitali è stato imputato per falso ideologico nell’ambito dell’inchiesta sulla P4. L’ex deputato di Forza Italia aveva favorito l’ingresso nel carcere di Poggioreale della giornalista Annalisa Chirico, per incontrare Alfonso Papa dichiarando che la stessa era una sua collaboratrice.

Luigi Vitali lascia Forza Italia: una fine ingloriosa.

In Politica si suol dire che tutto sia lecito. Non contano le idee, non contano i valori. In questa babele che si è innescata quando abbiamo consegnato la maggioranza dei parlamentari al Movimento 5 Stelle, ormai si può passare dal Movimento Sociale Italiano al Partito Comunista senza battere ciglio. La verità è che fino a quando non ci consentiranno di tornare alle urne, questa gente senza scrupoli gestirà il potere a proprio uso e consumo.

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