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Palamara: “In magistratura clima ostile contro Salvini”.

caso palamara
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“Nella magistratura c’era un clima ostile a Matteo Salvini in quel momento”. Il riferimento è alle indagini aperte contro il leader della Lega. Indagini che sarebbero state frutto non di notizie di reato, ma di un disegno politico ben preciso. Un uso politicizzato della magistratura, quindi, pilotato da una regìa che Palamara, in più di un’occasione riconduce all’attività del Quirinale.

Su questo tema mi sento di fare almeno un paio di considerazioni.

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Su Palamara silenzio da sinistra.

Il libro di Palamara mette in luce un sistema di accordi e strategie tra magistratura, politica e Istituzioni attraverso il quale sono state condizionate le nomine nei ruoli di vertice della magistratura, riservandoli sempre a soggetti graditi alla sinistra. Inoltre evidenzia come sia stato fatto un’uso deviato del potere giudiziario, con inchieste che miravano principalmente ad abbattere l’avversario politico di turno della sinistra.

Di fronte a queste accuse io mi sarei atteso una presa di posizione della sinistra, quantomeno per smentire o prendere le distanze dai soggetti nominati nel libro. Da sinistra invece arriva solo silenzio e anche i giornali non danno risalto alla vicenda che è di una gravità inaudita.

Questo alimenta ancor di più il sospetto che tutte le accuse di Palamara siano fondate e che i beneficiari di questo sistema siano stati proprio coloro che oggi fanno finta di niente.

L’attacco della magistratura a Salvini fu eversione?

L’eversione sussiste quando le azioni sono volte a sovvertire l’ordine costituito, cioè il sistema democratico delle Istituzioni. Parliamo di eversione quando discutiamo di fenomeni come il terrorismo o i colpi di stato organizzati da settori “deviati” dello Stato.

Se il racconto di Palamara fosse confermato da riscontri oggettivi (che per la verità mi sembrano piuttosto cospicui e consolidati) non avrei difficoltà a sostenere che questo sistema sarebbe eversivo, nella misura in cui attraverso un uso deviato dell’azione giudiziaria, ha pesantemente condizionato la vita politica del nostro Paese. La combinazione di indagini e mass media, con una sincronia perfetta, testimonia l’esistenza di un disegno volto a condizionare l’opinione pubblica e, quindi, il libero esercizio del diritto di voto.

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