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Conte: la corsa contro il tempo per salvare il governo

Chiunque pensa che la fiducia ottenuta in Senato abbia chiuso la partita si sbaglia. I 156 voti ricevuti da Conte grazie ai senatori a vita, ai voltagabbana e a gente come Ciampolillo, sono serviti solo a rimandare la resa dei conti.

Conte la corsa contro il tempo per salvare il governo

La resa dei conti e i trabocchetti nelle commissioni

La relazione sullo stato della Giustizia

La dead line è abbastanza ravvicinata. Il 27 gennaio, infatti, il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede dovrà riferire in Parlamento sullo stato della Giustizia. Renzi ha già detto a chiare lettere che non voterà la relazione del ministro, quindi entro quella data Conte dovrà allargare la sua maggioranza, almeno al Senato. Altrimenti dovrà andare a casa.

Le commissioni sono un campo minato

Quello che è venuto fuori dal Senato è un governo debolissimo destinato alla immobilità. Oltre a dover mobilitare per ogni voto di fiducia i senatori a vita, la maggioranza si troverà ad affrontare un percorso ad ostacoli nelle commissioni. Due di queste, in particolare, sono cruciali per Conte: la commissione Affari Costituzionali e la commissione bilancio. La prima dovrebbe discutere la riforma della legge elettorale in senso proporzionale come proposta dal Presidente del Consiglio e tappa cruciale per acquistare nuovi supporters. La seconda dovrà esaminare il Recovery Plan, nel quale tutti vogliono inserire le loro spesucce. In entrambe le commissioni Conte non ha la maggioranza.

Le strategie di Conte per arrivare a quota 161

La caccia è aperta e la strategia già delineata. Conte ha già messo a disposizione dei suoi sensali le ricompense da offrire per invogliare i voltagabbana a sostenere il Governo.

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La moltiplicazione delle poltrone

Prima di tutto ci sono le poltrone lasciate libere dai ministri e sottosegretari renziani. Poi, se servissero ancora più poltrone, Conte è disponibile a spacchettare ministeri e creare nuovi sottosegretari. Molti dicasteri, infatti, gestiscono più settori di intervento e, tra questi, alcuni possono fare molta gola. Ad esempio il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, oppure il Ministero dei Beni Culturali e del Turismo. Ci sono anche ministeri con minore capacità di spesa, ma comunque appetibili come il Ministero per la Pari Opportunità e la Famiglia o quello delle Politiche Giovanili e dello Sport.

La task force sul Recovery Fund

Una volta uscito dal perimetro della maggioranza Renzi, Conte ha la strada sgombra per dare vita alla sua task force che dovrà occuparsi di spendere i 209 miliardi del Recovery Fund. Un gruppo di tecnici e politici che può ospitare qualche voltagabbana (o qualche suo amico), magari in posizione di vertice, per spartirsi la torta.

Le ricandidature garantite

I voltagabbana vogliono avere la garanzia che il loro sacrificio sia ricompensato almeno con un’altra legislatura. Per questo Conte, nel suo discorso, ha fatto cenno ad un gruppo di volenterosi facendo eccitare quel poltronaro di Tabacci e i suoi cespugli. Questo richiamo è il messaggio che Conte è pronto a creare un suo partito nel quale verranno ospitati tutti quelli che decidono di tradire e passare con lui per tentare di rientrare in Parlamento alle prossime elezioni.

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