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Crisi di governo, cosa succede ora? Gli scenari probabili.

Renzi ha fatto la sua mossa: ha aperto la crisi di governo anche se Conte non sembra essersene accorto e prova a tirare dritto.

La crisi di governo deve essere ancora formalizzata e gli esiti appaiono incerti, visto che le questioni poste da Matteo Renzi sono molte e ampiamente condivisibili.

Le dichiarazioni di esponenti (Gennaro Migliore, Elena Bonetti) di Italia Viva successive alla conferenza stampa di ieri sembrano voler lasciare aperti degli spiragli, ma l’Italia non ha tempo da perdere nei tatticismi della politica.

Conte non vuole mollare la poltrona e fa sapere che non riferirà in parlamento prima di una settimana.

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Crisi di Governo: le reazioni del Movimento 5 Stelle.

Vito Crimi ha fatto finta di nulla, parlando ancora di rilacio dell’azione di Governo, anche se il governo Conte bis ormai è un’esperienza finita.

Chi invece ha preso atto della gravità della situazione è stato Roberto Fico che ha accolto la richiesta bipartisan di convocare una conferenza dei capigruppo per oggi alle 13. L’obiettivo è quello di fare chiarezza sulla crisi di governo e ricondurla nell’alveo delle procedure istituzionali, visto che è stata aperta con una conferenza stampa.

Il Partito Democratico ha preso atto della crisi e parla di elezioni anticipate.

Il tentativi di raccogliere intorno al Premier Giuseppe Conte un gruppo di parlamentari “responsabili” per superare la crisi di governo è naufragato ancor prima di nascere.

In un primo momento si era parlato del Partito del Premier, Italia23, ma è scomparso dai radar, così come le mosse di Mastella sono risultate vane.

In queste condizioni andare in Parlamento senza essere certi della conta dei voti sarebbe un suicidio politico.

Dalle parti del PD c’è già chi parla di elezioni anticipate a Giugno, vista ormai l’insanabile frattura tra Italia Viva e Movimento 5 Stelle.

Crisi di Governo: la posizione del centrodestra.

Subito dopo la conferenza stampa di ieri il centrodestra ha parlato con una sola voce: elezioni subito! Per Matteo Salvini e Giorgia Meloni non ci sono spazi per manovre in grado di dar vita ad un’altra maggioranza con questo Parlamento.

Tra l’altro le elezioni sono programmate da qui ad ottobre in moltissimi Paesi europei, quindi il COVID non può valere come scusa per non farci votare.

L’imperativo è fare presto, per evitare il semestre bianco che impedirebbe le elezioni fino alla scadenza del mandato di Mattarella.

Le elezioni sono l’alternativa più credibile.

Secondo me le elezioni anticipate sono una opzione più che credibile in questa crisi di governo.

Ormai la frattura nella maggioranza è insanabile e sembra fondata su ragioni, anche non dette, che non potranno essere risolte.

Le elezioni in questo momento potrebbero essere un vantaggio per la sinistra, perché il centrodestra non avrà la possibilità di fare la stessa campagna elettorale del 2018 tra la gente, proprio a causa del COVID.

Inoltre, vista la debolezza del M5S, il Partito Democratico potrebbe fare fuori in un colpo solo l’odiato Renzi e gli alleati grillini, inaffidabili e incompetenti.

L’opzione di un governo nelle mani di Mario Draghi non sembra praticabile, perché Draghi non accetterebbe mai di guidare una maggioranza troppo eterogenea. In ogni caso, Draghi è un nome sgradito sia al PD che al M5S, poiché non sarebbe manovrabile.

Anche l’opzione di un governo guidato da Patuanelli o da altri esponenti del Movimento 5 Stelle è impraticabile, proprio perché nessuna maggioranza lo appoggerebbe: non Italia Viva, né alcun partito del centrodestra.

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