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Crisi di Governo, oggi Conte alla Camera.

Crisi di governo ultimissime: oggi Conte alla Camera, poi la crisi passerà al Senato. L'ombra dei servizi e della massoneria sulla caccia ai voti che dovrebbero salvare il governo.

Crisi di Governo, oggi Conte alla Camera

La caccia ai costruttori è aperta, al Senato vedremo i risultati.

Inizia oggi il percorso del governo Conte attraverso questa crisi di governo. I passaggi fondamentali però si stanno svolgendo fuori dal Parlamento, dove la ricerca dei “costruttori coinvolge ufficiali dei servizi segreti, massoni e clero.

Questo coinvolgimento è ben più di un sospetto e proviene da due che di politica se ne intendono: Massimo Giannini e Marcello Sorgi. Entrambi hanno sottolineato un intenso lavorio per raccattare voti “responsabili” per il Conte bis.

Io non so se queste siano illazioni o circostanze riscontrabili, ma resta il fatto che l’autorevolezza della fonte non è in discussione e la polemica sui servizi segreti sollevata da Renzi potrebbe trovare così una sua giustificazione.

Perché c’è la crisi di governo?

Anche senza voler parlare di spie e di complotti massonici, le vere ragioni di questa crisi sono profonde ed emergono dalle parole di Matteo Renzi, al quale fa eco Mario Monti.

Matteo Renzi lo ha ribadito ieri a “Mezz’ora in più“, la trasmissione di Rai 3 condotta da Lucia Annunziata. “Non intendo votare un governo che con 80 mila morti non prende il MES“. Ecco la parola magica, quelle tre lettere sono la vera ragione per la quale Renzi ha deciso di staccare la spina. Lo ha fatto con il conforto dell’Europa che ha chiarito che Conte non è indispensabile. per spendere i soldi del Recovery Fund.

Stiamo negoziando con gli Stati membri sul Recovery, indipendentemente dalle diverse situazioni politiche. Abbiamo condizioni chiare secondo le quali il Recovery Fund è accessibile, vale a dire: investimenti e riforme, il green deal e la transizione digitale. Questo è quello che conta per noi.

Ursula Von Der Leyen – Presidente della Commissione Europea

Parole chiare: una crisi di governo non farà perdere all’Italia i soldi del Recovery Fund.

Non si tratta di soldi, ma di politica

La questione non è economica, ma politica: l’accesso al MES comporta una cessione pressoché totale di sovranità da parte dell’Italia a causa delle condizionalità. Conte è indifferente su questo aspetto: per lui MES o no, l’importante è rimanere Presidente del Consiglio. Proprio per questa ragione però ha sempre evitato di portare in aula la discussione sul MES vista l’avversione del Movimento 5 Stelle.

La forzatura di Renzi sul MES serve proprio a questo: costringere Conte a piegare la testa e spaccare il fronte grillino, indebolito dalle rate dei mutui e corrotto dagli agi della vita romana.

Questo è solo il primo passo, perché il colpo di grazia per l’Italia arriverà con il Recovery Fund. Nel regolamento appena approvato, infatti, si prevedono riforme fiscali i cui capisaldi sono da brividi. Introduzione della tassa patrimoniale, tassa sulle successioni, IMU. L’Europa punta al risparmio privato degli Italiani che verranno espropriati dei loro patrimoni con regole dettate da altri, come chiarisce benissimo Mario Monti.

Secondo il professor Monti, addirittura, la soluzione di questa crisi economica sta nella morte di migliaia di aziende in crisi.

Per molte attività sarebbe meglio che lo stato favorisse la ristrutturazione o la chiusura.

Senatore Mario Monti.

Avete capito? Se siete in difficoltà, dovete sparire.

La posizione del PD sulla crisi di governo.

Ricostruite le vere ragioni di questa crisi, possiamo dare una lettura diversa alla posizione del Partito Democratico. Il PD avrebbe un grandissimo vantaggio dal MES, perché gli consentirebbe di governare l’Italia dall’Europa, anche se dovessero – come sembra probabile – perdere le elezioni politiche.

La chiusura verso Renzi è solo una facciata, d’altronde Zingaretti ci ha abituato a cambiare idea in men che non si dica: vi ricordate quando diceva “mai con i 5 Stelle”?

Il Governo riuscirà ad avere la maggioranza al Senato?

La vera crisi di governo si aprirà quando Conte riferirà al Senato, visto che alla Camera dei Deputati non ci sono grossi problemi in vista.

La caccia ai responsabili non sta dando i risultati sperati, ma Conte è accreditato di 156 senatori, quindi potrebbe raggiungere una maggioranza, seppur relativa.

Questo apre alla possibilità di un governo di minoranza che, tuttavia, sul MES potrebbe trovare l’appoggio di altri senatori (i maggiori indiziati sono quelli di Forza Italia) che verso questo strumento si sono sempre dimostrati favorevoli. Sommando tutti, anche Italia Viva, il MES passerebbe in un istante, ci ritroveremmo nel semestre bianco e addio elezioni.

Il pericolo è ancora Salvini

Il Governo Conte bis è nato per impedire al centrodestra di andare al Governo con Matteo Salvini. E’ stato detto e ripetuto chiaramente e a più riprese.

Questa è stata l’unica ragione, ma per l’Italia è stato un danno gravissimo, perché il Conte bis ha fallito su tutta la linea. Da un lato, infatti, non è stato in grado di azzeccare un provvedimento valido per fronteggiare la crisi sanitaria ed economica che affligge l’Italia. Dall’altro perché l’obiettivo di depotenziare Salvini e il centrodestra è anch’esso fallito. Oggi Salvini, Meloni e Berlusconi insieme, con qualsiasi previsione, sono accreditati di una maggioranza assoluta in caso di elezioni.

Proprio per questo il Presidente della Repubblica sta tenendo sospesa la democrazia e sta assistendo inerte a questo scempio. Si vuole evitare il voto a tutti i costi, perché Salvini è più forte di un anno e mezzo fa.

Ora dobbiamo chiederci se questo teatrino sia ancora tollerabile. In democrazia l’alternativa si costruisce attraverso una proposta politica che sia in grado di prevalere tra l’elettorato. Un governo di minoranza sostenuto dal PD e da un manipolo di riciclati e poltronari può davvero rappresentare le istanze degli Italiani?

Ma soprattutto, questo Parlamento, delegittimato politicamente dalla riforma costituzionale e che riflette più gli equilibri politici del Paese reale, come può permettersi di eleggere il prossimo Presidente della Repubblica e adottare scelte definitive che condizioneranno il futuro dell’Italia in maniera irreversibile?

Se questo non è un colpo di stato, poco ci manca.

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