Umbria2024

Vincenzo Bianconi indagato e Vecchi si vendica

Il direttore del Corriere dell’Umbria Davide Vecchi replica alle accuse di faziosità ricevute da Vincenzo Bianconi candidato di PD e M5S.

Durante la campagna elettorale per le elezioni regionali umbre del 2019 il Corriere dell’Umbria parlò dei fondi ricevuti dalle aziende di Vincenzo Bianconi candidato di PD e M5S per la ricostruzione.

Come accade in qualsiasi campagna elettorale, i giornali scandagliano nel passato dei candidati. Accade in tutte le democrazie del mondo, non c’è da stupirsi.

Si parlava di fondi per sei milioni legati alla ricostruzione degli alberghi di famiglia e 2,5 milioni di euro per l’affidamento di alcuni servizi e appalti legati all’emergenza.

Dopo la pubblicazione di questa notizia, Vincenzo Bianconi, andò su tutte le furie e convocò una conferenza stampa i cui concetti erano questi:

  • “Si sta spalando (cit.) fango e merda su di me”.
  • Il Corriere dell’Umbria è finanziato da Angelucci, re delle cliniche private. La Lega vuole privatizzare la sanità. Quindi è normale che mi attacchino per favorire la Tesei che garantirà gli interessi di Angelucci in Umbria.

Di queste tesi, la seconda continua ad essere propalata dal Partito Democratico che la aggiunge come preambolo ad ogni suo intervento in Consiglio Regionale.

Entrambe le tesi di Vincenzo Bianconi sono false.

La prima è falsa, perché i giornali fanno il loro lavoro, scavando nel passato dei candidati.

La stampa di sinistra ha fatto di questa disclosure una vera e propria arte, raggiungendo livelli di gossip impensabili per la stampa non “allineata”.

La seconda è altrettanto falsa, perché nessun provvedimento di questa Giunta regionale ha favorito la sanità privata a scapito di quella pubblica, ma soprattutto perché – nonostante gli sforzi di Bori & co. – non vi sono evidenze di favori illeciti fatti a chicchessia.

Lo stesso invece non può dirsi per le passate amministrazioni targate PD.

L’indagine della Procura di Spoleto sulla famiglia Bianconi

A prescindere da questo, la Procura di Spoleto sui fatti denunciati dal Corriere dell’Umbria nell’Ottobre del 2019 ha aperto un fascicolo e sta indagando.

Questo non significa che Vincenzo Bianconi o gli altri indagati siano colpevoli, anzi io ritengo che in una fase emergenziale e concitata come quella di un terremoto, si possa incorrere anche in errori involontari da valutare con minor rigore (quantomeno sul piano morale).

Dirò di più: ritengo anche che sia errato costringere le amministrazioni comunali ad acquistare beni e servizi da aziende di altre regioni, quando possono avere le stesse condizioni sotto casa.

Sta di fatto che la notizia diffusa dal Corriere dell’Umbria era vera e la Magistratura ha deciso di approfondire. Anche se, come ho già avuto modo di chiarire, la colpevolezza discende solo da una sentenza di condanna.

Il discredito di un giornale come strumento di lotta politica.

Il discredito e la delegittimazione di un giornale non allineato è un’arma propria dell’arsenale della sinistra. Quando escono notizie scomode, si cerca di rigirare la frittata piuttosto che rispondere nel merito.

Succede a livello nazionale, ma anche nella nostra piccola Umbria, dove il più attivo su questo fronte è Tommaso Bori, amico di Report e nemico giurato di chi scrive qualcosa di sgradito.

Io credo che questo modo di fare politica sia segno di una profonda debolezza, più orientato a risollevare il morale alle truppe che a replicare nel merito, come dovrebbe invece fare un consigliere regionale.

In conclusione

Io ho grande rispetto per gli imprenditori e provo simpatia per Vincenzo Bianconi che in Consiglio Regionale ha dimostrato di non essere manovrato, né manovrabile dal Partito Democratico.

Pur dalla parte sbagliata, aveva sincere intenzioni di migliorare la nostra regione e potrà dare sicuramente il suo contributo. Per altro si è rifiutato di aderire alla nuova linea del Partito Democratico, che fa un’opposizione urlata e strumentale.

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