Umbria2024

Marini: “costretta a dimettermi perché donna”.

Catiuscia Marini si difende dalle accuse e denuncia pressioni politiche per ottenere le sue dimissioni.

Una premessa è d’obbligo. Dobbiamo tutti avere rispetto per la persona che subisce un processo e attendere la sentenza definitiva per poter ritenere qualcuno colpevole.

Chiunque si avvicini ad argomenti che riguardano la dignità e la storia personale di un soggetto coinvolto in un’indagine giudiziaria deve ripeterselo continuamente, per evitare di trasformarsi in un pericoloso forcaiolo.

Quindi anche Catiuscia Marini ha diritto di difendersi e far valere ogni argomento che possa scagionarla dalle accuse che le vengono rivolte.

In questa difesa, l’ex presidente della Regione Umbria ci dice qualcosa che aveva già reso noto nell’immediatezza delle sue dimissioni: aveva resistito con tutte le forze, ma le pressioni subìte dal Partito Democratico erano state talmente forti da non lasciarle altra scelta.

Zingaretti, evidentemente, deve aver fatto proprio l’insegnamento di Piercamillo Davigo, il magistrato definito giustizialista e massimo esponente della cultura del sospetto.

Secondo Davigo il termine giustizialista lo hanno coniato quelli che invece di rispondere nel merito delle accuse, si dichiarano perseguitati.

Una cosa sono i sospetti, altra cosa sono gli indizi. L’errore italiano è stato sempre quello di dire ‘aspettiamo le sentenze’. Se io invito a cena il mio vicino di casa e lo vedo uscire di casa con la mia argenteria nelle tasche, per invitarlo di nuovo a cena non sono costretto ad aspettare la sentenza della Cassazione, smetto subito di invitarlo a cena. Se il mio vicino di casa è stato condannato in primo grado per pedofilia, gli affido comunque mia figlia di 6 anni per accompagnarla a scuola?

Piercamillo Davigo – Piazzapulita – LA7

Una summa di quella cultura del giustizialismo di sinistra, incarnato dai manettari che hanno rovesciato il potere a partire da “Mani Pulite”, che processa tutti sulle prime pagine dei giornali.

Marini non è l’unica responsabile

Se Catiuscia Marini sarà ritenuta responsabile dei reati contestati ce lo potrà dire solo una sentenza definitiva. Di sicuro averla tolta di mezzo rapidamente, come ha fatto prima il Partito Democratico Umbro, poi quello nazionale, ha risolto diversi grattacapi ai piddini che oggi furoreggiano in consiglio regionale.

Decapitare la Regione non ha fermato la magistratura che porterà avanti la sua indagine, ma ha consentito di rimettere la polvere sotto al tappeto e dare un colpevole in pasto all’opinione pubblica che, purtroppo, ha la memoria cortissima.

Insomma, le logiche clientelari sulle quali il sistema politico regionale ha costruito il suo consenso per 50 anni sono state facilmente disconosciute e confinate entro lo stretto perimetro della responsabilità penale dei vertici della Regione e del Partito Democratico.

Per questo oggi il Partito Democratico può affrancarsi dalla sua storia e dissertare beatamente di sanità, di cattiva gestione delle risorse pubbliche. Può serenamente accusare gli avversari politici di fascismo, quando durante la loro gestione, un muro di omertà e di forzato asservimento impediva ad ogni voce dissonante di affiorare.

Oggi, nella discussione politica regionale, tengono banco le reprimende sui post social di qualche esponente politico, reo di aver esternato concetti sgraditi e politicamente scorretti: su questi si accaniscono con particolare ferocia i followers delle nuove social star del PD e le penne rosse della stampa di regime.

Tutto questo mi ricorda un po’ la vicenda politica e giudiziaria di Bettino Craxi, costretto all’esilio come unico responsabile di un sistema di tangenti che ha travolto l’intero panorama politico nazionale, lasciando intatto un solo partito, dal quale è nato proprio il Partito Democratico.

Auguro a Catiuscia Marini, di cuore, che la sua vicenda giudiziaria si concluda rapidamente e per il meglio. Comunque secondo Giustizia.

A quelli che oggi fanno finta di non conoscerla rivolgo il mio più profondo senso di disgusto: vederne qualcuno che pontifica dopo essersi rifatto una verginità è insopportabile.

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